L’Anziano

L’aria fredda ed umida della camera circolare dava fastidio alle vecchie ossa dell’Anziano, ricurvo al centro di essa intento a sfogliare le vetuste pagine del Libro.
Il Libro era appoggiato su di un ricco leggio in oro, forgiato a guisa di drago arrotolato attorno ad un palo che alla sua sommita dispiegava le ali, permettendo al Libro di essere sfogliato su di esso. L’Anziano era nella camera da parecchie ore ormai, sostenuto solo dalla forza di volontà e dalla pazienza che solo i suoi anni potevano conferirgli.
La ricerca che stava effettuando era difficile, e la lettura del Libro non facilitiva la cosa. La lingua in cui era scritto non apparteneva a nessuna etnia conosciuta, e la sua stessa provenienza si perdeva nelle notti del tempo, riecheggiando di miti quali la Torre di Babele o il Giardino dell’Eden.
Il Grande Demone aveva cercato di impedire agli uomini di poter attingere dagli insegnamenti del Libro, ma il Primo Cacciatore aveva reso vano il suo tentativo sigillandolo per sempre da questa terra e riscrivendo il libro assieme alle Dodici Famiglie. Ma questa storia, l’Anziano, la conosceva fin troppo bene. Troppe volte l’aveva narrata ed insegnata ai giovani cacciatori, e troppe volte aveva visto i loro occhi pregni di stupore, all’udire quella storia. Alcuni l’accettavano come fatto, altri la consideravano comunque allegoria di tempi troppo remoti per fare una differenza oggi, ma fatto sta che il Libro esisteva, e i 12 Custodi con esso.
Cosa pensi di trovare vecchio ?
La voce non aveva abbandonato l’Anziano nemmeno per un secondo, da quando la ricerca era iniziata.
– Cos’hai paura che trovi, piuttosto?
La paura è per gli ignoranti, la paura è un vezzo che non mi tange. Come osi solo pensare che possa avere paura?
L’Anziano tradusse un’altra parola ma capì che si trovava nel capitolo sbagliato. Con un grande sospiro iniziò a svoltare con cura le pagine per raggiungere il capitolo successivo.
– Parli così tanto che mi pareva volessi intralciare la mia ricerca
Non ho bisogno di intralciare il cammino di uno storpio. Se si ostina a correre, prima o poi cadrà da solo.
– Teoria interessante la tua.
L’Anziano iniziò a scorrere il nuovo capitolo, sicuro di non poter essere troppo lontano dalla sua meta. I vecchi occhi stanchi iniziavano a dolergli, e la fatica per la posizione mantenuta troppo a lungo stava per diventare insopportabile.
Lascia perdere, vecchio pazzo. Nessuno ti crederebbe mai. Nessuno, nemmeno tra i Dodici Custodi.
Il dito nodoso dell’Anziano si fermò di colpo ad un capoverso. Le sue labbra si mossero come per parlare, ma nessun suono uscì dalla sua bocca. Sul suo vecchio volto increspato dalle rughe apperve un sorriso, dopo tanto, tanto tempo.
– L’importante è che ci creda tu.
Un rombo cupo parve riempire l’intera stanza, l’Anziano si accasciò su un ginocchio, rimanendo aggrappato all’asta del leggio.
Vecchio infame! Non osare sfidare la mia pazienza!
Il rombo divenne sempre più assordante, e a malapena l’Anziano riuscì a rimanere cosciente, quel tanto per poter portare una mano al petto, il pugno chiuso tranne per l’indice e il medio, ed a pronunciare una singola parola.
Il rombo cessò all’istante.
L’Anziano rimase immobile per qualche secondo, il respiro profondo e marcato. Poi lentamente si alzò in piedi. Con le poche forze che gli rimanevano richiuse il Libro, facendo scattare il pesante lucchetto ancorato alla copertina in cuoio e legno.
Poi si girò di spalle, e con la mano aperta con le dita unite, tracciò una linea immaginaria davanti a se. Una frattura nello spazio venne aperta in quel punto, grande abbastanza perchè l’Anziano potesse passarci attraverso. La camera circolare tornò alla sua consueta solitudine.

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Published in: on ottobre 8, 2007 at 2:16 pm  Lascia un commento  

Drake e Derek

Lo schianto fu improvviso, e il giovane Drake perse del tutto la sua profonda concentrazione. La stanza era nuovamente buia, e l’unico distinto rumore che si sentiva era quello dei calcinacci della parete dietro alle spalle di Drake, che si staccavano e cadevano sul pavimento. L’impatto era stato così violento da danneggiare severamente il muro.
– Meno male che dovevi tenerlo occupato… – lo sguardo di Drake era fisso davanti a se, come se stesse tenendo sott’occhio qualcosa aldilà del buio della stanza.
– Meno male che dovevi metterci poco! – La voce proveniva dalla pila di calcinacci formatasi a fianco a Drake che dopo un istante di quiete venne scossa violentemente dal sotto e si riversò nuovamente sul pavimento circostante.
– Non sei ancora riuscito a capire niente? – Il ragazzo fuoriuscito dalle macerie era molto giovane, ma di corporatura robusta. Vestiva con abiti sportivi e portava i capelli corvini lunghi quel che basta per tenerli spettinati sulla testa.
– A suo tempo, Derek. Non è una cosa semplice, soprattutto se tu continui a schiantarti contro tutte le pareti della stanza… –
Drake era diverso dal ragazzo. Era un uomo apparentemente più maturo, i capelli brizzolati tradivano il suo apparire giovane, ed indossava abiti più seri, ma non troppo eleganti. Era seduto a gambe incrociate contro il muro, e dopo questo breve battibecco con Derek tornò a chiudere gli occhi.
– Fidati, eviterei volentieri di schiantarmi contro le pareti, ma sai com’è, sto aspettando che qualcuno trovi un punto debole! –
Derek assunse una postura dal baricentro basso, gli occhi si muovevano in ogni direzione cercando di sondare il buio, come alla ricerca di qualcosa. Passarono una trentina di secondi nel buio e nel silenzio totale.

Poi Drake aprì gli occhi.
Una luce di tonalità verde, proveniente dai suoi occhi, invase la stanza, illuminandola in ogni angolo. La stanza appariva come uno studio. Un’elegante scrivania in mogano con alle spalle una poltrona in pelle nera faceva la sua bella presenza, davanti ad una libreria di vetro. Le pareti, se fossero state ancora intatte, avrebbero mostrato quadri pregiati al posto delle crepe lasciate dagli impatti di Derek. Non ci sarebbe stato altro degno di nota, era uno studio come un’altro. Eccetto per la cosa sulla parete opposta a Drake e Derek.
Era come una grossa macchia nera, come petrolio spalmato sul muro. Si muoveva e ribolliva in maniera nervosa, allungando timidi tentacoli verso Drake e Derek, ma ritirandoli quando si avvicinavano troppo alla fonte della luce.
– Vediamo di fare in fretta questa volta – borbottò Derek a bassa voce.

Drake fissava la cosa sul muro, gli occhi pieni di Fonte gliela mostravano nella sua vera natura, indescrivibile a parole, come un fiume di Male cangiante in perenne movimento. Sondava ogni centimetro di quella essenza malvagia, alla ricerca di un punto costante, del punto radice. I suoi occhi erano ormai abituati a quelle visioni, e la sua mente era allenata ad elaborare in fretta ciò che vedeva.

La cosa sembrava avvertirlo, pareva capire che Drake si stava avvicinando alla sua vera essenza. E attaccò. La sua forma cambio da liquida macchia oleosa ad un lungo cono di ossidiana, che si allungava verso la testa di Drake. La punta del cono era a pochi centimetri dal suo bersaglio, quando un lampo di luce bianca lo tranciò di netto in due. Derek aveva agito d’anticipo, nella sua mano una spada fatta di pura energia bianca.

– Alla base del cono, un colpo preciso – Il comando di Drake, pronunciato nella calma più assoluta, fu eseguito all’istante da Derek. Un rapido salto verso il muro, dove si era schiantato poco prima per darsi la spinta necessaria, e scagliarsi contro il tronco di cono rimasto contro la parete opposta. La Lama di Fonte di Derek penetrò in profondità e la cosa iniziò a vibrare, in maniera sempre più instabile.

Dannazione… pensò Derek l’ho mancato!

– Non perdere la concentrazione Derek! – gli gridò contro Drake, la Fonte ancora infusa nei suoi occhi. – Si sta spostando, cercalo con la lama, devi raggiungerlo ovunque esso vada! –

Derek si concentrò al meglio, avvertiva distintamente la Radice del Demone che si spostava, e aveva una sola possibilità per annientarla

– Maledizione!!! Non mi sfuggirai proprio adesso! – Con un gesto istintivo, Derek aprì la mano che stringeva la Lama di Fonte, e tramite quel gesto modificò la forma della lama stessa che, ancora conficcata nel tronco di cono, si aprì in una miriade di linee di Fonte che, diramando sempre di più, iniziarono a sgretolare la forma bizzarra del Demone.

Crepe di luce iniziarono ad aprirsi sul guscio di ossidiana del tronco di cono, mentre Derek, sempre più concentrato, inseguiva con la sola forza di volontà la Radice del Demone chiudendole ogni via d’uscita, intrappolandola in una rete di Fonte, ed infine trafiggendola.

Drake si accorse immediatamente che la Radice era stata colpita, si alzò in piedi il più in fretta possibile e raggiunse Derek, poggiando una mano sul tronco di cono che si stava sbriciolando.

Divieto! – Ordinò con voce calma ma decisa, quasi quella parola fosse stata pronunciata non con voce umana, ed immediatamente un urlo lancinante riempì il silenzio della stanza, andando via via affievolendosi, mentre il tronco di cono lentamente si polverizzava e svaniva come spazzato dal vento, mostrando la porta dell’ufficio su cui era appoggiato.

Derek riassorbì la sua fonte mentre gli occhi di Drake tornavano al loro consueto colore.

– Molto bene, qui abbiamo finito. – pronunciò infine. La stanza riassunse la sua luce naturale, come se tutto d’un tratto fossero state tolte delle pesanti coperte dalle lampade.

Derek aprì la porta e i due Cacciatori uscirono.

Published in: on ottobre 4, 2007 at 11:27 am  Comments (1)  

Published in: on ottobre 3, 2007 at 3:26 pm  Lascia un commento